Matteo Branciamore ricattato da una pornostar

di Fabiana Commenta

L’attore si costituisce parte civile per tentata estorsione

Matteo Branciamore è stato ricattato dalla pornostar Lea Di Leo (il cui vero nome è Sonia Faccio).

All’attore sarebbero stati chiesti 40.000 euro per tacere sui rapporti sessuali che avrebbe avuto con la pornostar e per non finire all’interno del suo libro autobiografico. Oggi è stato avviato il processo contro Giuseppe Aleci, 36 anni, di Marsala, presidente e direttore commerciale della Imart Edizioni e contro Gaspare Richichi, 28 anni, di Bagheria, direttore editoriale della stessa casa editrice.

I due uomini sono accusati di tentata estorsione di denaro ai danni di personaggi famosi dello sport e dello spettacolo che sarebbero stati clienti o conoscenti della pornostar Lea Di Leo. In molti avrebbero pagato, o sarebbero stati pronti a farlo, pur di non finire all’interno del libro dove sarebbero stati rivelati particolari imbarazzanti sui rapporti sessuali avuti con la pornostar.

Il libro poi non è stato mai stampato, ma Matteo Branciamore è stato l’unico, tra le parti offese, a chiedere, tramite i propri legali, di costituirsi parte civile nel processo. La prossima udienza è stata fissata il prossimo 11 dicembre quando saranno ascoltati i primi testimoni.

Matteo Branciamore racconta di essere stato malato di sesso

Di recente proprio Matteo Branciamore aveva confessato a Vanity Fair di volersi liberare del tutto dell’ombra di Marco Cesaroni, il personaggio dei Cesaroni che pure l’aveva reso celebre. Nella stessa occasione aveva anche rivelato quante differenze ci fossero fra loro, sottolineando che nella vita reale non è un tipo romantico come il suo personaggio e che in passato è addirittura stato dipendente dal sesso. Adesso ha cercato di dare un taglio al passato e di tornare sulla strada della morigeratezza…

Photo Credits | Getty Images

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