Gianfranco Fini pesca una specie protetta

di Raffaella Belladonna Commenta

Peccato però che la pesca di Gianfranco Fini sia stata fatta con le bombole, cosa illegale, e soprattutto sia stata fatta nei confronti di animali..

Il presidente della Camera, che aveva annunciato le proprie dimissioni qualora la casa di Montecarlo risultasse di proprietà di Tulliani, ovvero suo cognato, ma che in reltà, se pur confermata l’accusa, a Montecitorio non è mai arrivata la sua lettera di dimissioni, è stato pizzicato dal settimanale OGGI mentre elogiava la propria pesca.

Peccato però che la pesca di Gianfranco Fini sia stata fatta con le bombole, cosa illegale, e soprattutto sia stata fatta nei confronti di animali considerati una specie protetta come ad esempio la stella marina.



Gianfranco Fini, che così facendo rischia una multa che oscilla dai 1000 ai 3000 euro, si è giustificato dicendo che gli animali pescati erano già morti e che il bottino è stato prelevato dal fondo del mare solamente per mostrarlo ai figli. Subito dopo sono stati infatti depositati in fondo al mare. Diversa invece la sorte della stella marina, giudicata da alcuni esperti viva che se lasciata per troppo tempo all’aria e al sole rischia di seccare in pochi minuti.

In passato Gianfranco Fini ha già subito una situazione simile, nell’area protetta dell’Isola di Giannutri (Grosseto) dove il presidente della camera è stato sorpreso fare attività di sub con bombole, attività ampiamente proibita. Ai tempi il presidente della camera aveva patteggiato una multa.

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