Sara Tommasi ha lasciato Alessandro Verga Ruffoni per Alfonso Luigi Marra

di Maris Matteucci 3

Sara Tommasi e Alessandro Verga Ruffoni si sono lasciati

Il mese scorso aveva dichiarato che presto si sarebbe sposata con il fidanzato, il conte Alessandro Verga Ruffoni, ed invece adesso si viene a sapere che è tornata single. Sara Tommasi si confida in una intervista ad Oggi nella quale dichiara di avere abbandonato da un paio di settimane la dimora dove conviveva con il fidanzato e di essersi trasferita a casa di Alfonso Luigi Marra.


Ad Oggi, Sara Tommasi ha dichiarato di stare attraversando un periodo particolarmente stressante della sua vita e di avere bisogno di una pausa di riflessione. In più con Alfonso Luigi Marra l’intesa è perfetta: il filosofo e giurista (per il quale la Tommasi aveva posato nuda nel video intitolato “Fermiamo le banche”) la fa sentire apprezzata e la stima è reciproca dato che anche Sara Tommasi spende belle parole per il suo “amico”. Tanto che la showgirl – che qualche settimana fa aveva fatto scatenare il gossip per le dichiarazioni circa le sue abitudini sessuali – non scarta a priori l’idea che il rapporto con Marra possa intensificarsi e sfociare in qualcosa di più grande.

SARA TOMMASI SENZA VELI

Tornando al conte, con il quale abitava in un castello poco fuori Milano, Sara Tommasi lo descrive come un ragazzo particolarmente focoso che però non ha saputo evidentemente soddisfare la ex studentessa della Bocconi che adesso cerca qualcosa di più. Sara Tommasi dice di avere molti spasimanti ma solo con Alfonso Luigi Marra ammette di sentirsi a suo agio: “Con lui il mio corpo sposa il mio intelletto“, ha detto. Sarà…

Commenti (3)

  1. Ecco il nuovo video di Sara Tommasi ‘vestita’ solo di due cuori neri tatuati uno su un seno e uno sotto l’inguine. Una Sara secondo la quale “il vero problema è che qui ormai fa schifo la gente”, a partire dai milioni di ‘onesti’ pronti a cercare di fermare il vero cambiamento con il silenzio o la denigrazione per il puro gusto di prostituirsi, gratis, alle forze e alle concezioni dominanti.

    Guarda qui:
    http://www.stopbanche.com/video/

  2. Sara, Grillo e il por-no.

    Dopo che Sara al por-no non si era data per una vita, questi aguzzi apportatori di male sono riusciti a precipitarvela in un giorno: il giorno dopo aver girato questo video su Grillo. Video in cui, con sul petto l’ormai famoso fiore, fattole tatuare per l’occasione da noi, e che a quanto pare avrà anche nel film hard, e con la faccia di Grillo sui glutei (‘faccia di banca’), parla della ‘permuta’, fatta da Grillo, della sua ‘sacra’ furia del 1998 contro il signoraggio in cambio del sostegno occulto che il potere bancario ha garantito al suo movimento 5 Stelle in Internet e nei media tramite la Casaleggio Associati. por-no rivolto al disegno scellerato ma stupido di screditare la lotta al signoraggio, perché nel signoraggio e nella lotta che gli facciamo non c’è niente da screditare. Li si può solo occultare, e non ci stanno riuscendo.

    Annunziamo poi già da ora, a breve, un successivo video di cui sarà probabilmente di nuovo interprete la ‘peccatrice’ Sara, forse ‘ornata’ di un serpente simbolico non sappiamo se vivo o tatuato (non sappiamo nulla di come Gino lo realizzerà).
    Un video volto a dimostrare che se certe forme dell’abiezione sono effettivamente più riprovevoli per chi, come Sara, Ilenya, Grillo o altri, le interpreta, spesso sono invece le forme più ‘sobrie’ di questa abiezione ad essere più perniciose per chi le subisce.
    Questo per l’ovvio motivo che, quando un modello culturale è errato, interpretarlo al meglio può solo significare essere migliori nell’essere peggiori.
    Un video in sostanza volto a dimostrare, vedremo poi attraverso quali strumenti narrativi o scenici, la trasversalità dell’abiezione alla normalità.
    Una cultura dell’abiezione espressa cioè in una miriade di formule diverse, variamente attive, passive, o magari solo difensive, subite, o esercitate proprio malgrado, ma tuttavia ineludibili, salvo che non si sia dei veri dissidenti, perché frutto di quel tremendo miscuglio tra visioni consumistiche e dogmatismo monoteistico che altrettanto ineludibilmente costituisce oggi il modo di concepire la realtà di ogni cittadino del regime.

  3. per una prestazione sessuale e un po’ di droga).
    Insomma, premesso, per farla breve, che diceva Sainte-Beuve: “Non tutti i delinquenti sono moralisti, ma non ho mai conosciuto un moralista che non fosse un delinquente”, io vi prego, signori responsabili della MEDIASET, di interrompere questa trasmissione che dell’odierno, abominevole moralismo è divenuta il tempio, perché proprio lì è facile si annidino le espressioni più emblematiche di quello che questa la nostra società è divenuta.
    Quanto alle signore alla Nobile, conosco bene Sara e quanto basta Nobile, e il mio giudizio – il giudizio di un uomo la cui vita è pur sempre stata, benché di certo vanamente, un’eterna lotta per capire – è che Sara non so ancora se riuscirà a salvarsi, perché quello che le hanno fatto l’ha resa più fragile di quanto già non fosse, ma è una bravissima ragazza. Delle signore alla Nobile invece, mi spiace, ma non mi sentirei di dirlo.
    Quanto invece ai motivi per i quali la difendo, non è in virtù dei nostri rapporti personali, ma perché, con una determinazione che sarebbe tanto più grave quanto più fosse inconscia, l’hanno, l’avete, attaccata, ognuno a suo modo, nella stessa logica in cui hanno, avete, attaccato anche Arcuri, Ruby, Mora, Rossy de Palma e Sgarbi: per distruggerli o sminuirli allo scopo di tentare stupidamente di arginare le mie tesi.
    Perché, a prescindere ora dal fatto che la pervicacia di un De Vincenzo è frutto del fatto che si sente coperto da persone e da entità della cui copertura oltretutto si vanta apertamente, uno stadio più profondo della verità è che, da voi a Monti al Bilderberg alla masnada di cani che in internet vogliono per forza dire la loro pur non avendo mai avuto niente da dire, siete solo ormai disperate espressioni della pseudo cultura sessual-consumista-feticista: quella nel cui petto sta ormai affondando la lancia delle mie tesi. E i vostri gesti non sono altro che gli ultimi sobbalzi dell’agonia di una ‘morte’ – che in realtà vi accorgerete poi essere salvifica – per mano del nuovo umanesimo di cui ai mie libri.
    Di tal che, qualunque altra cosa dovesse eventualmente disporre la giustizia – perché i reati, quando vi siano, sono reati – da un punto di vista invece morale vi condanno ad essere restituiti allo status di cittadini privati, perché quello di cittadini pubblici lo avete esercitato indegnamente.
    14.1.2013
    Alfonso Luigi Marra

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