Sara Tommasi e Luigi Alfonso Marra si sono lasciati

di Fabiana 5

La soubrette e l’avvocato ufficializzano la rottura della loro relazione con un comunicato stampa

È durata solo poche settimane. Sara Tommasi e Luigi Alfonso Marra si sono lasciati: a comunicarlo sono stati proprio loro attraverso un comunicato stampa redatto a quattro mani.

Nel comunicato Sara e Alfonso scrivono che la diversità di carattere ha purtroppo messo fine alla loro relazione.

La coppia però precisa che, nonostante la fine della loro relazione, la loro lotta comune contro il signoraggio bancario continua. Non mancheranno quasi certamente nuovi striptease pubblici in nome della lotta contro le banche e non mancheranno provocazioni di sorta. D’altra parte Sara aveva dichiarato che Marra l’appagava intellettualmente proprio per la sua lotta contro lo strapotere delle banche.

Sorprende che la fine di una relazione così chiacchierata abbia avuto un sorprendente finale all’insegna della discrezione. E dire che solo pochi giorni fa era trapelata da Dagospia la notizia che Sara era ossessionata dall’idea di avere un figlio con Marra. La soubrette si stava sottoponendo a una serie di controlli medici per poter affrontare al meglio la gravidanza.

Sara Tommasi vuole un figlio da Luigi Alfonso Marra

E invece pochi giorni dopo ecco la fine della relazione. Sara e Marra sembravano andare d’amore e d’accordo: solo qualche giorno fa Novella 2000 aveva pubblicato gli scatti della furiosa litigata fra Sara e il suo ex, il conte tamarro Alessandro Verga Ruffoni a cui la soubrette aveva dichiarato folle amore e che aveva mollato di punto in bianco per trasferirsi nella villa romana di Marra.

Alla fine invece la differenza d’età (30 anni lei e 65 lui) hanno fatto la differenza. Magari lui si è anche reso conto di non poter tenere del tutto sotto controllo l’eccessiva esuberanza, chiamiamola così, della sua ex compagna.

Commenti (5)

  1. Sara, Grillo e il por-no.

    Dopo che Sara al por-no non si era data per una vita, questi aguzzi apportatori di male sono riusciti a precipitarvela in un giorno: il giorno dopo aver girato questo video su Grillo. Video in cui, con sul petto l’ormai famoso fiore, fattole tatuare per l’occasione da noi, e che a quanto pare avrà anche nel film hard, e con la faccia di Grillo sui glutei (‘faccia di banca’), parla della ‘permuta’, fatta da Grillo, della sua ‘sacra’ furia del 1998 contro il signoraggio in cambio del sostegno occulto che il potere bancario ha garantito al suo movimento 5 Stelle in Internet e nei media tramite la Casaleggio Associati. por-no rivolto al disegno scellerato ma stupido di screditare la lotta al signoraggio, perché nel signoraggio e nella lotta che gli facciamo non c’è niente da screditare. Li si può solo occultare, e non ci stanno riuscendo.

    Annunziamo poi già da ora, a breve, un successivo video di cui sarà probabilmente di nuovo interprete la ‘peccatrice’ Sara, forse ‘ornata’ di un serpente simbolico non sappiamo se vivo o tatuato (non sappiamo nulla di come Gino lo realizzerà).
    Un video volto a dimostrare che se certe forme dell’abiezione sono effettivamente più riprovevoli per chi, come Sara, Ilenya, Grillo o altri, le interpreta, spesso sono invece le forme più ‘sobrie’ di questa abiezione ad essere più perniciose per chi le subisce.
    Questo per l’ovvio motivo che, quando un modello culturale è errato, interpretarlo al meglio può solo significare essere migliori nell’essere peggiori.
    Un video in sostanza volto a dimostrare, vedremo poi attraverso quali strumenti narrativi o scenici, la trasversalità dell’abiezione alla normalità.
    Una cultura dell’abiezione espressa cioè in una miriade di formule diverse, variamente attive, passive, o magari solo difensive, subite, o esercitate proprio malgrado, ma tuttavia ineludibili, salvo che non si sia dei veri dissidenti, perché frutto di quel tremendo miscuglio tra visioni consumistiche e dogmatismo monoteistico che altrettanto ineludibilmente costituisce oggi il modo di concepire la realtà di ogni cittadino del regime.

  2. Marra: mia nota alla DIGOS, ma del 30.7.12, circa le ‘accuse’ che fa ora De Vincenzo in relazione a Scarpat, e il sostegno di cui costui gode da parte del ‘popolo dei cocainomani’ e dei depravati.
    Nel riportare di seguito la mia nota alla DIGOS del 30.7.12 in cui chiarisco – da allora – la questione di Scarpat, rispondo che non concordo affatto con chi dovesse ritenere che ho sbagliato io perché non avrei dovuto mettere le mani in una tale fogna.
    Come ideologo e come politico era infatti necessario che lo facessi, ho fatto benissimo a farlo, e sono intenzionato ad andare avanti perché questa vicenda, ad di là di De Vincenzo, è densa di gravi implicazioni sociali, culturali, morali e istituzionali.
    L’anomalia, cioè, è che un personaggio simile, peraltro dopo anni di indagini della DIGOS su svariati fatti (a partire – come riferitomi da fonte accreditatissima – dallo sfruttamento della prostituzione e altro) non abbia ancora subito dalle istituzioni nemmeno un graffio, goda di amicizie influenti, si senta e si dichiari intoccabile in virtù delle protezioni di cui si vanta, guadagni grandi somme dai suoi crimini, e sia insomma praticamente un ‘uomo di mondo’..
    Detto in altre parole, la rete di protezione di cui gode è proprio dovuta al fatto che è un cocainomane e un depravato, di tal che, proprio per questo gode delle simpatie di un numero enorme di persone, perché la cocaina è trasversale alla normalità al punto che un partito che, se si candidasse, vincerebbe le elezioni, è quello dei cocainomani.
    Una parola, cocainomane, che racchiude tutto, ogni forma di abiezione, perché la mia esperienza di questi anni specie a Milano mi ha messo di fronte al fatto che c’è un numero incalcolabile di persone che sembrano normali ma sono invece bacate fino alle ossa e dedite alle forme più incredibili di perversione in virtù di prassi che si consolidano nelle loro vite giorno per giorno negli anni: persone ‘normalissime’ che si prostituiscono insieme alle mogli o alle fidanzate, padri di famiglia che si vendono, e via via proseguendo fino a quelli che, come De Vincenzo, prendono la via della criminalità vera e propria..
    Un quadro in cui finanche De Vincenzo, per quanto mi ripugni, merita una certa considerazione, perché alla fin fine è anche lui una vittima, perché – dulcis in fundo – la cultura della cocaina è una cultura indotta dal potere economico per fini di dominio con la collusione culturale, e sovente materiale, della magistratura, delle polizie, della politica e dei media, che, se davvero volessero, saprebbero come stroncarla in un momento, ma ne sono esse stesse vittime perché anche tra esse sussiste naturalmente lo stesso numero di drogati che ci sono in tutte le categorie, e soprattutto, tacere, far finta di nulla, fa parte del gioco, se a quel gioco, un gioco mostruoso, vogliono partecipare. Ecco così che De Vincenzo, in quanto drogato e depravato, ha molti più amici di me e gode di molto più consenso di quanto ne abbia io che la droga e la depravazione le combatto.
    Sì perché la cosa più terribile, cari cittadini, è che la cultura della droga non è una cultura di cui sono pervasi solo quelli che si drogano, ma è la cultura che ha prevalso in tutte le espressioni della vita civile, sicché si è imposta come cultura di tutti..
    Alfonso Luigi Marra

  3. Marra: Monti chiarisca: Imposimato dichiara: Bilderberg dietro stragi e governo invisibile del mondo.
    Ferdinando Imposimato, Presidente Onorario della Cassazione, dichiara, in un video, che, dalle carte processuali, è emerso che il Bilderberg, del quale, com’è noto, fa parte Mario Monti (e molti altri): -1) è responsabile delle stragi e della strategia della tensione; -2) governa in modo invisibile il mondo per condizionare lo sviluppo della democrazia.
    Ho pubblicato, il 21.12.2011, nei confronti di Monti, proprio per la sua appartenenza al gruppo Bilderberg, un esposto alla Procura di Roma (vedi da marra . it), benché siano territorialmente competenti tutte le procure d’Italia, ma nessuno, nemmeno un magistrato tanto zelante come Ingroia (evidentemente troppo impegnato a combattere la delinquenza comune), ha fatto nulla.
    Bisogna ritenere che quantomeno anche Napolitano, Bersani, Casini e Fini – ai quali non possono essere sfuggiti i video in cui sono giunto ad usare la nudità femminile pur di spingere qualcuno a fare qualcosa per fermare queste gravissime cose – dovrebbero fornire chiarimenti.
    Il PAS continuerà ad operare perché la magistratura, subito dopo le elezioni, apra finalmente, in tema di Bilderberg, signoraggio e altre forme di illiceità bancaria, tutte quelle indagini che finora non ha intrapreso.
    Alfonso Luigi Marra
    Diffuso dal PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse
    http://www.youtube.com/watch?v=-8wizYyAuzc

  4. CAMPAGNA PAS “IO VOTO UTILE, NON VOTO TOSSICO”: PROSSIME MANIFESTAZIONI
    Si rende noto che, mentre restano confermate le manifestazioni di Marra e Sgarbi di Palma Campania (14.2), Gaeta (17.2), Napoli (21.2), e Roma (22.2), sono state invece disdette le conferenze di Salerno (oggi 11.2), Benevento e Avellino (12.2), Caserta (13.2), e Latina (20.2).

  5. PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse offre difesa gratuità a enti contro banche per derivati e altro
    Facendo seguito alla posizione della Corte dei Conti, di invito perentorio, pena la responsabilità civile e penale degli amministratori, di agire contro le banche in tema di derivati, il PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse offre gratuitamente assistenza legale e consulenza agli enti che vogliano agire contro le banche, non solo in relazione ai derivati, ma soprattutto in relazione al recupero delle somme, enormemente più elevate, di cui le banche si sono appropriate in relazione ai conti correnti, finanziamenti, scoperti di conto eccetera, per anatocismo, accredito tardivo dei versamenti, commissioni di massimo scoperto eccetera.
    PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse

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