Sara Tommasi scrive una lettera dove conferma di essere stata drogata prima del filmino hard…

di Maris Matteucci 8

Sara Tommasi scrive una lettera dove conferma di essere stata drogata prima del filmino hard...

Dopo giorni di ipotesi, adesso arriva la conferma: Sara Tommasi avrebbe assunto droga prima delle riprese di quel tanto chiacchierato filmino hard di cui si è parlato a lungo nei giorni scorsi.

La showgirl laureata alla Bocconi interviene sulla questione scrivendo una lettera (pubblicata sul portale di Alfonso Luigi Marra) nella quale fa nomi e cognomi e spiega la situazione.


La lettera comincia con accusa molto pesante di Sara Tommasi nei confronti di Federico De Vincenzo, produttore della Dive&Star Management che le avrebbe somministrato della cocaina per convincerla a girare questo fantomatico video porno il cui titolo sarebbe “Sara contro tutti“. Il video in questione sarebbe stato girato in Italia lo scorso 3 giugno e non all’estero come invece si era ipotizzato in un primo momento.

Sara Tommasi qualche giorno fa aveva detto di avere girato una sorta di filmino “spinto” a Miami ma aveva anche aggiunto che il video in questione non sarebbe mai arrivato in Italia perché sarebbe stato illegale. Sulla vicenda era intervenuto Alfonso Luigi Marra che invece aveva specificato che il tutto era stato girato in Italia i primi di giugno puntanto anche l’attenzione sul fatto che la sua protetta, mentre girava il filmino, era sotto effetto di droga. Tesi adesso confermata dalla stessa Sara Tommasi che sul finire della lettera si augura che il mercato del porno cessi di esistere.

SARA TOMMASI HA GIRATO IL FILM A LUCI ROSSE SOTTO EFFETTO DI COCAINA?

Ora, la domanda che subito salta fuori è: sarà la verità o solo l’ennesima provocazione di una donna ormai allo sbando?

Commenti (8)

  1. Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione di pugno di Sara Tommasi (vedi da scribd) che recita testualmente:

    «Io Sara Tommasi dichiaro che il signor De Vincenzo Federico mi ha somministrato della droga durante le riprese di un video porno girato illegalmente in Italia giorni fa, precisamente il 3 giugno 2012. Mi auguro che il mercato della pornografia cessi d’esistere!!! Grazie, cordiali saluti, Sara Tommasi».

    Federerico De Vincenzo è un ex carabiniere di San Giugliano che svolge a Milano attività connesse alla pornografia ed è la stessa persona di cui, casualmente, ieri, 17 giugno 2012, il Corriere della Sera (corriere.it), in relazione a vicende giudiziarie estorsive in danno dapprima di Fini e poi di tre calciatori della Lazio per delle foto, scrive:

    «-GIANFRANCO FINI – La vicenda, raccontata sabato da Il Secolo XIX , ha al centro Lucia Rizzo, in arte Rachele, già nota alle cronache scandalistico-giudiziarie del 2010 per aver raccontato di aver avuto incontri a luci rosse con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. In quella occasione la escort finì indagata per estorsione e diffamazione. Nel suo racconto ai magistrati della procura di Roma scaricò però le responsabilità sul suo manager Federico De Vincenzo. “È lui a mettere in piedi questi raggiri – disse Rachele – tanto che ne ha già pronto un altro simile con i giocatori della Lazio”. Sempre secondo Rachele, De Vincenzo confidò all’amico Massimo Caroletti, unico indagato nella vicenda di oggi, di avere “delle foto con cui mi faccio la macchina nuova…”».

    -LA VICENDA. Di che foto si parla? Il 20 marzo 2009 la Lazio è a Catania. Nell’albergo dove alloggia la squadra si trova di passaggio anche Rachele con De Vincenzo. I due chiedono ai calciatori di prestarsi a qualche foto»…

    Sara Tommasi ha conferito mandato agli avvocati Alfonso Luigi Marra e Saverio Campana, noto penalista di fiducia dell’avv. Marra, di presentare un esposto alla Procura di Milano ai fini del sequestro del video e quant’altro, e all’ avv. Marra di agire per il risarcimento dei danni.

    Scarica la dichiarazione di Sara Tommasi in formato pdf:

    Ufficio Stampa PAS-FermiamoLeBanchehttp://tv.signoraggio.it/video/sara_tommasi-dichiarazioni.pdf

  2. «Devo evidenziare (lo scrivo fin dall’inizio) che i proventi del signoraggio non vanno agli azionisti delle banche di credito o delle banche centrali (che sono di proprietà delle banche di credito), bensì alle dinastie che occultamente controllano di fatto sia le banche centrali che di credito.
    Abbiamo infatti detto che il signoraggio primario consiste nel fatto che le banche centrali (private) producono i soldi al costo della carta e dell’inchiostro, o elettronicamente, e poi li ‘vendono’ agli Stati (che potrebbero produrli da sé) facendoseli pagare con i buoni del tesoro, creando così il debito pubblico.
    I proventi di questa immensa frode non vanno però alle banche centrali (né quindi agli azionisti delle banche di credito, loro proprietarie), perché le banche centrali iscrivono al passivo le somme (da inverare) che producono a costo zero, e poi realizzano un falso pareggio iscrivendo all’attivo le somme (inverate) che ricevono per la vendita dei bond.
    Somme quindi, quelle che le banche incassano, che le ‘dinastie’ (cosche) fanno sparire con questo trucco (un immenso falso in bilancio) e che poi riciclano attraverso le super-banche del Lussemburgo.
    La stessa cosa accade con il signoraggio secondario delle banche di credito.
    Abbiamo cioè detto che il signoraggio secondario consiste nel fatto che, in virtù del «moltiplicatore monetario», le banche fanno prestiti per un ammontare 50 volte maggiore di quello che detengono.
    In sostanza, se Tizio versa su una banca 100.000 euro, la banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito. Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà incassato gli interessi su prestiti per 5.000.000 di euro. Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per appropriarsi indebitamente di interessi anch’essi cinquantuplicati su questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che peraltro già riscuotono), dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro per la quota di loro competenza, e allo Stato per le somme oggetto di ‘moltiplicazione’.
    Interessi cinquantuplicati che anch’essi costituiscono una creazione di denaro dal nulla che nemmeno essa avviene però a beneficio delle banche di credito e dei loro azionisti, ma avviene invece a beneficio delle ‘dinastie’ (cosche) che le controllano.
    Ciò anche qui attraverso dei falsi in bilancio con i quali non fanno risultare questi enormi proventi, che pur essi vengono distratti e poi riciclati.
    Meccanismi che potranno essere chiariti fino in fondo solo quando la magistratura aprirà delle adeguate indagini.
    Alfonso Luigi Marra»

    Pas-FermiamoLeBanche

  3. Forse è stata una premonizione di Marra, o forse Berlusconi ha accolto il suo invito, ma Marra, venerdì scorso, 26 ottobre 2012, da Vero TV, ha lanciato a Berlusconi una fervente ‘implorazione’ a revocare l’appoggio a Monti e a impugnare i simboli della lotta al signoraggio e al potere bancario. Marra ha anche aggiunto che è un’idiozia che Monti ha aumentato il prestigio dell’Italia all’estero, perché la verità è che Monti è contiguo ai poteri bancari che dominano la politica e i media europei e mondiali, ai quali ha venduto l’Italia, per cui è ovvio che costoro tessono le sue lodi. Berlusconi, invece, nonostante abbia lui stesso una banca, non è contiguo al potere bancario, che infatti non lo accoglie nei suoi ‘salotti buoni’ e lo avversa e lo ridicolizza.
    Com’è noto Berlusconi, il giorno dopo, sabato 26 ottobre 2012, ha preso le distanze da Monti e si è scagliato contro i criminali ‘sorrisetti’ dei leader europei contro di lui.
    Marra si augura ora che Berlusconi si schieri contro il signoraggio. Dopodiché, ha detto Marra: «Che si condivida o no il suo passato, vincerà le elezioni e conquisterà un posto d’onore nella memoria collettiva».

  4. Marra: mia nota alla DIGOS, ma del 30.7.12, circa le ‘accuse’ che fa ora De Vincenzo in relazione a Scarpat, e il sostegno di cui costui gode da parte del ‘popolo dei cocainomani’ e dei depravati.
    Nel riportare di seguito la mia nota alla DIGOS del 30.7.12 in cui chiarisco – da allora – la questione di Scarpat, rispondo che non concordo affatto con chi dovesse ritenere che ho sbagliato io perché non avrei dovuto mettere le mani in una tale fogna.
    Come ideologo e come politico era infatti necessario che lo facessi, ho fatto benissimo a farlo, e sono intenzionato ad andare avanti perché questa vicenda, ad di là di De Vincenzo, è densa di gravi implicazioni sociali, culturali, morali e istituzionali.
    L’anomalia, cioè, è che un personaggio simile, peraltro dopo anni di indagini della DIGOS su svariati fatti (a partire – come riferitomi da fonte accreditatissima – dallo sfruttamento della prostituzione e altro) non abbia ancora subito dalle istituzioni nemmeno un graffio, goda di amicizie influenti, si senta e si dichiari intoccabile in virtù delle protezioni di cui si vanta, guadagni grandi somme dai suoi crimini, e sia insomma praticamente un ‘uomo di mondo’..
    Detto in altre parole, la rete di protezione di cui gode è proprio dovuta al fatto che è un cocainomane e un depravato, di tal che, proprio per questo gode delle simpatie di un numero enorme di persone, perché la cocaina è trasversale alla normalità al punto che un partito che, se si candidasse, vincerebbe le elezioni, è quello dei cocainomani.
    Una parola, cocainomane, che racchiude tutto, ogni forma di abiezione, perché la mia esperienza di questi anni specie a Milano mi ha messo di fronte al fatto che c’è un numero incalcolabile di persone che sembrano normali ma sono invece bacate fino alle ossa e dedite alle forme più incredibili di perversione in virtù di prassi che si consolidano nelle loro vite giorno per giorno negli anni: persone ‘normalissime’ che si prostituiscono insieme alle mogli o alle fidanzate, padri di famiglia che si vendono, e via via proseguendo fino a quelli che, come De Vincenzo, prendono la via della criminalità vera e propria..
    Un quadro in cui finanche De Vincenzo, per quanto mi ripugni, merita una certa considerazione, perché alla fin fine è anche lui una vittima, perché – dulcis in fundo – la cultura della cocaina è una cultura indotta dal potere economico per fini di dominio con la collusione culturale, e sovente materiale, della magistratura, delle polizie, della politica e dei media, che, se davvero volessero, saprebbero come stroncarla in un momento, ma ne sono esse stesse vittime perché anche tra esse sussiste naturalmente lo stesso numero di drogati che ci sono in tutte le categorie, e soprattutto, tacere, far finta di nulla, fa parte del gioco, se a quel gioco, un gioco mostruoso, vogliono partecipare. Ecco così che De Vincenzo, in quanto drogato e depravato, ha molti più amici di me e gode di molto più consenso di quanto ne abbia io che la droga e la depravazione le combatto.
    Sì perché la cosa più terribile, cari cittadini, è che la cultura della droga non è una cultura di cui sono pervasi solo quelli che si drogano, ma è la cultura che ha prevalso in tutte le espressioni della vita civile, sicché si è imposta come cultura di tutti..
    Alfonso Luigi Marra

  5. PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse è candidato al Senato in Lazio e Campania e,
    probabilmente, alle regionali del Lazio (per le regionali è in corso la presentazione delle liste).
    Dove non ci siamo, non limitarti ad astenerti, ma aderisci all’iniziativa:
    “No al voto tossico, io voto utile!”
    Gran parte degli italiani concorda ormai che oggi il ‘voto utile’ è solo quello che serve a eliminare i vecchi partiti (i partiti uniti nel PUB: Partito Unico Banche), che si ripropongono con gli stessi argomenti di sempre, quasi gli sfuggisse che potranno solo rovinarci definitivamente. Ti chiediamo pertanto di aderire all’iniziativa: “No al voto tossico, io voto utile!”, per rendere coese le voci e i propositi dell’astensionismo. Un’adesione che ti chiediamo di esprimere, oltre che votandoci dove siamo presenti, ‘votando’ in nostro favore con l’iscriverti (sul sito del pas-fermiamolebanche) e l’intervenire, sabato e domenica 2 e 3 marzo 2013, a Roma, al convegno/pre-congresso per l’elezione di una segreteria provvisoria del PAS che:
    -1) Organizzi – da subito – la scelta dei candidati e la ricerca delle firme per partecipare a ormai tutte le occasioni elettorali, a partire, il 26 e 27 maggio 2013, da quella per il rinnovo di 652 amministrazioni comunali. Perché a queste politiche sono riusciti, mediante l’imporre tempi che violano la Costituzione, a impedirci di essere presenti a livello nazionale, ma non ci riusciranno più.
    -2) predisponga i congressi comunali, provinciali e regionali del PAS, affinché si giunga al più presto al congresso vero e proprio per l’elezione della segreteria nazionale definitiva, degli altri organi, degli innumerevoli addetti alle 21 ‘Iniziative’ previste (vedi dal volume del PAS, scaricabile gratuitamente, così come ogni altro documento, da marra . it), e quant’altro.
    Voto utile, quello dato a noi, perché se, come credo, sarò eletto unitamente agli altri nostri candidati, sapete già che non avrò timori né esitazioni a irrompere nei ‘minuetti’ parlamentari in cui si stanno consumando le nostre ultime risorse, e sparigliargli, imponendo i nostri programmi, magari attraverso delle aggregazioni trasversali, perché in qualche mese i partiti del PUB saranno travolti dagli scandali e dalla magistratura, e i prossimi eletti ne fuggiranno in massa, fin quando non si rivoterà.
    Voto tossico, o inutile, che è anche quello ai vari ‘nuovi’, tipo il filo-bancario e filo-signoraggista Grillo; o Ingroia, espressione di una magistratura che ha usato la mafia come diversivo per distogliere dagli immensi crimini del potere bancario ed economico in generale (vedi lo schifo Monte Paschi, di fronte al quale la magistratura italiana finge ora, come al solito, di cadere dalle nuvole); o anche Magdi Allam, un uomo invero ‘più reale del re’ (più italiano degli italiani, più cristiano dei cristiani ecc.), ma soprattutto non so quanto consapevole delle problematiche europee, perché, mi spiace, ma è mera incultura giuridica e politica sostenere che la soluzione sia uscire dall’euro o dall’Europa, giacché, molto più semplicemente, la soluzione è invece che:
    -1) Vengano abrogate le 5 leggi regala-soldi alle banche (cifre immense), nonché nazionalizzate la BCE e la Banca d’Italia, per sconfiggere così il crimine del signoraggio e realizzare finalmente la SOVRANITA’ MONETARIA EUROPEA, e non solo italiana, che non basterebbe, sarebbe antitetica a troppe cose, e sarebbe di difficile attuazione.
    -2) Si faccia la riforma istituzionale europea (vedi il doc. n. 28 del 1994 marra . it), perché oggi il Parlamento Europeo funge solo da alibi per le leggi volute dal potere bancario, visto che i deputati non hanno il potere di iniziativa legislativa e, addirittura, il Parlamento non ha il potere di promulgare le leggi che vota, sicché..
    Ti chiediamo dunque di leggere l’estrema sintesi del nostro programma (o anche il documento fondativo del PAS e il programma per intero), e decidere così se aderire alla nostra proposta.
    Alfonso Luigi Marra

  6. Intesa Popolare sottoscrive programma del PAS contro signoraggio, leggi regala-soldi a banche. Aderisce anche Sgarbi.
    Intesa Popolare, in persona di Giampiero Catone, ha sottoscritto l’adesione al programma e alla battaglia del PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse contro il signoraggio, le leggi illegittime regala-soldi alle banche, e l’illiceità delle tasse, nonché in favore della sovranità nazionale europea. Anche Vittorio Sgarbi ha aderito.
    Catone – che ha presentato le liste per le politiche in 13 regioni (per 3 pende però ricorso contro l’esclusione), mentre Marra è presente con il PAS al Senato in Campania e nel Lazio – ha chiesto a Marra, che ha accettato con gioia, di essere lui a rappresentare, anche negli spazi mediatici di Intesa Popolare, la ormai comune posizione in relazione al sistema bancario. Marra, unitamente a Sgarbi, nelle regioni in cui il PAS non è presente, inviterà l’elettorato che condivide le sue tesi a confluire su Intesa Popolare.
    PAS-FermiamoLeBanche&LeTasse

  7. Marra a Grillo: Perché taci su Bilderberg, signoraggio e illiceità delle tasse?
    Perché, caro Grillo, dici di voler far pagare le tasse, quando sai bene che non vanno assolutamente pagate ma abolite, visto che non sono altro che una conseguenza del signoraggio, sicché possono essere abolite semplicemente nazionalizzando le banche centrali?
    E perché non parli dell’eliminazione dell’anatocismo, delle commissioni di massimo scoperto, e dell’accredito tardivo dei versamenti, che sposterebbe dalle tasche delle banche a quelle della società un paio di miliardi di euro al giorno?
    Stai cioè facendo credere alle banche di essere filo-bancario per farti sostenere e attaccarle dopo le elezioni, o sei davvero filo-bancario e stai cercando, per conto delle banche, di far deragliare il cambiamento sul binario morto della «rivoluzione per non cambiare» in atto dal 10.5.1985, giorno in cui pubblicai la Lettera di dimissioni di un avvocato della CGIL dal sindacato e dal PCI ?
    Vedi, nel 1994 commisi l’errore di pensare fosse possibile appropriarsi del ‘contenitore vuoto’ creato da Berluschino, e lo attaccai solo dopo due anni e mezzo. Questa volta invece, se non prenderai posizione contro le banche, farò di tutto per evidenziarlo da subito sia ai tuoi che a quella parte dell’opinione pubblica che non ti vota, perché nell’ambito delle tue folle manca ad esempio l’avvocatura e la magistratura: le fasce sociali più colpevoli, ma anche quelle senza le quali il cambiamento – che deve essere innanzitutto giuridico e culturale – difficilmente si può fare.
    Alfonso Luigi Marra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>