Sara Tommasi vuole un figlio da Luigi Alfonso Marra

di Fabiana 3

La soubrette sarebbe ossessionata dall’idea di diventare presto mamma

Sara Tommasi fa sul serio: la showgirl sarebbe pronta per dare una vera svolta alla sua vita. Sara sarebbe al settimo cielo per la sua nuova relazione con l’avvocato Luigi Alfonso Marra al punto tale che, secondo il sito Dagospia, starebbe addirittura pensando a mettere su famiglia.

Ebbene sì: Sara Tommasi vorrebbe a tutti i costi un figlio da Marra con cui convive da qualche mese a Roma. Sara sarebbe quasi ossessionata dal desiderio di maternità e sembra che si stia sottoponendo a una serie di controlli medici perché la possibile gravidanza proceda al meglio.

Negli ultimi mesi la soubrette è dimagrita otto chili, da quando le riviste scrissero che aveva la cellulite. Insomma ora che ha raggiunto i 30 anni, Sara vorrebbe dare un senso alla sua vita e cominciare a fare davvero qualcosa di serio.

Per la soubrette si tratterebbe del primo figlio, per Marra sarebbe il quarto e nonostante la notevole differenza d’età (lui 30 anni, lui 65 anni), la soubrette continua a parlare in termini entusiasti della sua relazione.

Foto Sara Tommasi senza slip in centro a Roma

E dire che fino a poche settimane fa Sara aveva praticamente rilasciato le stesse dichiarazioni quando si diceva follemente innamorata del conte Alessandro Verga Ruffoni. Poi qualcosa è cambiato: da quando Sara è diventata la testimonial contro il signoraggio bancario nella campagna promossa da Marra, denudandosi ripetutamente per le strade della Capitale, ha rotto con il fidanzato conte.

Sara Tommasi ha lasciato Alessandro Verga Ruffoni per Alfonso Luigi Marra

Le foto del litigio fra la soubrette, il conte e l’avvocato sono finite su Novella 2000 per un addio che conferma che al peggio non c’è assolutamente limite.

Commenti (3)

  1. Sara, Grillo e il por-no.

    Dopo che Sara al por-no non si era data per una vita, questi aguzzi apportatori di male sono riusciti a precipitarvela in un giorno: il giorno dopo aver girato questo video su Grillo. Video in cui, con sul petto l’ormai famoso fiore, fattole tatuare per l’occasione da noi, e che a quanto pare avrà anche nel film hard, e con la faccia di Grillo sui glutei (‘faccia di banca’), parla della ‘permuta’, fatta da Grillo, della sua ‘sacra’ furia del 1998 contro il signoraggio in cambio del sostegno occulto che il potere bancario ha garantito al suo movimento 5 Stelle in Internet e nei media tramite la Casaleggio Associati. por-no rivolto al disegno scellerato ma stupido di screditare la lotta al signoraggio, perché nel signoraggio e nella lotta che gli facciamo non c’è niente da screditare. Li si può solo occultare, e non ci stanno riuscendo.

    Annunziamo poi già da ora, a breve, un successivo video di cui sarà probabilmente di nuovo interprete la ‘peccatrice’ Sara, forse ‘ornata’ di un serpente simbolico non sappiamo se vivo o tatuato (non sappiamo nulla di come Gino lo realizzerà).
    Un video volto a dimostrare che se certe forme dell’abiezione sono effettivamente più riprovevoli per chi, come Sara, Ilenya, Grillo o altri, le interpreta, spesso sono invece le forme più ‘sobrie’ di questa abiezione ad essere più perniciose per chi le subisce.
    Questo per l’ovvio motivo che, quando un modello culturale è errato, interpretarlo al meglio può solo significare essere migliori nell’essere peggiori.
    Un video in sostanza volto a dimostrare, vedremo poi attraverso quali strumenti narrativi o scenici, la trasversalità dell’abiezione alla normalità.
    Una cultura dell’abiezione espressa cioè in una miriade di formule diverse, variamente attive, passive, o magari solo difensive, subite, o esercitate proprio malgrado, ma tuttavia ineludibili, salvo che non si sia dei veri dissidenti, perché frutto di quel tremendo miscuglio tra visioni consumistiche e dogmatismo monoteistico che altrettanto ineludibilmente costituisce oggi il modo di concepire la realtà di ogni cittadino del regime.

  2. Marra: Cara Selvaggia, Sara è pornografa, Gruber è Bilderberg: chi credi sia meglio?

    «Cara Selvaggia, premesso che sai che ti sono affezionato e ti stimo, sto scrivendo in questi giorni un complesso documento sul tema dell’abiezione come cultura di fondo che domina ogni cittadino del regime, uomo o donna che sia, salvo non sia un dissidente.
    Un’abiezione frutto dell’influsso della depravazione consumistica sulla cultura di base dell’occidente, che è il dogmatismo monoteistico ebraico cristiano.
    La mia conclusione è che ogni occidentale ha come cultura di fondo l’abiezione, che però in alcuni è attiva, in altri è passiva, in altri ancora è subita ecc.
    Ora, secondo me, le forme di abiezione più riprovevoli non sono sempre le più perniciose dal punto di vista degli effetti sociali, con il risultato che Ilenya (quella di cui a La fase di Ilenya), o Sara, pur soccombenti dinanzi alla pressione della pseudo cultura vigente, sono culturalmente benefiche, perché inducono l’idea della necessità del cambiamento, mentre Gruber è perniciosa, perché con la sua apparente irreprensibilità, ‘fa tendenza’, ovvero concorre a omologare l’idea che il Bilderberg sia una cosa ‘normale’, laddove è la radice del male.
    Inoltre, sono costernato per questa vicenda del porno di Sara, che ovviamente non ha proprio nulla a che fare con il nudo che ho usato io per un fine di così alto rilievo morale e sociale come quello di abbattere il signoraggio.
    Video, i miei, che oltretutto l’avrebbero enormemente avvantaggiata, perché quando il signoraggio avesse cessato di essere tabù (e cesserà di esserlo: lo prometto alla società!), Sara avrebbe in un modo o nell’altro dovuto raccogliere il riconoscimento per aver contribuito a questa guerrà, oltre che nobilissima, essenziale per poter superare la barbarie economica e morale che schiaccia oggi l’economia e la civiltà.
    Cionondimeno, finanche ora, premesso che aborro la cocaina, la pornografia, l’eventualità che abbiano usato la cocaina per indurre Sara al porno ecc., resto dell’idea che l’esempio di Gruber è pernicioso, mentre quello di Sara è distruttivo per lei stessa, ma comunque funzionale alla sconfitta del signoraggio.
    Perché il signoraggio è un argomento di una tale gravità che non ha senso temere che possa essere ‘screditato’, perché può essere solo occultato, e nel momento in cui le decine di milioni di italiani che ora dicono questa parola senza capire di cosa si tratta, capiranno, ti assicuro che saranno tutti con Sara e tutti contro Gruber..

    Gino Marra»

    Ufficio Stampa Pas-FermiamoLeBanche

  3. Marra: Mattanza iniziata: la Corte dei Conti obbliga gli enti ad agire per il recupero dei derivati.
    La Corte dei Conti ha in sostanza statuito che gli enti devono far causa alle banche per il recupero dei danni da derivati. È cioè finalmente giunta (lento pede) a ravvisare la responsabilità civile e penale degli amministratori ove non agiscano. Aggiunge la Corte che gli enti possono contare sulle notevoli aperture sia dei giudici ordinari che dei giudici amministrativi. Va però detto che è proprio per la totale mancanza di apertura della magistratura verso le cause dei cittadini (una lotta che personalmente mi impegna da 33 anni) che le banche hanno potuto fare e fanno quel che vogliono, non solo nel campo dei derivati, ma soprattutto nei conti correnti affidati (anatocismo, commissioni di massimo scoperto, accredito differito dei versamenti eccetera), oltre che nei mutui. La cifra dei derivati (160 miliardi) è cioè nulla rispetto alla cifra di cui le banche si sono indebitamente appropriate nei fidi sui conti correnti. Basti pensare che, ogni 100.000 euro, i correntisti affidati hanno pagato, per anatocismo (addebito trimestrale dei tassi passivi), 204.000 euro in più di quanto avrebbero pagato se gli interessi fossero stati addebitati annualmente. Ancor oggi noi avvocati dobbiamo subire l’orientamento (incredibile) della magistratura, secondo la quale l’anatocismo è legittimo se viene applicato sia all’attivo che al passivo, trascurando però che, mentre al passivo i (veri) tassi medi sono stati del 13,8%, all’attivo hanno percentuali da prefisso telefonico. Senza contare che si è fatta sfuggire (la magistratura) che chi è affidato non ha di norma saldi attivi sui cui applicare alcun tasso. Alfonso Luigi Marra

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