Flavio Insinna e il fuori onda che fa discutere, l’opinione di Selvaggia Lucarelli

di Sara Bianchessi 3.243 views0

In queste ore non si parla d’altro che di Flavio Insinna e del furi onda che getta una pessima luce sul conduttore di Rai Uno. A voler dire la proprioa sono in molti, tra questi non poteva mancare Selvaggia Lucarelli.

Ecco le parole dell’opinionista su Facebook:

Parliamo di Flavio Insinna e di quello che è accaduto ieri a Striscia la notizia, perché oggi gli Affari suoi sono un po’ sulla bocca di tutti.

Per farla breve, Ricci ha mandato in onda l’audio di uno sfogo di Insinna durante una riunione con gli autori di Affari tuoi. Lo sfogo era stato registrato da qualche presente di nascosto e poi mandato a Striscia che con lui ha delle vecchie ruggini. (ricordate Staffelli che gli consegna il tapiro e Insinna che gli chiede come mai non lo danno a Greggio che ha evaso il fisco?)

Vabbè, che Ricci sia vendicativo lo sanno pure i muri e infatti io ci tenevo a ribadire qui che lo trovo simpatico, intelligente, brillante e pure un bell’uomo. Se vuole il sabato pomeriggio gli spiccio anche casa.
In questo audio si sente Insinna che urla lamentandosi soprattutto del casting dei concorrenti di Affari tuoi: “Perché avete preso quella nana di merda? Ci sono due-tre fighi e sette dementi. (…) La si porta di là, la si colpisce al basso ventre e si dice: ‘Adesso tu rientri e giochi. Perché è RaiUno, non Val d’Aosta News, li mortacci tua!”. “Non te li famo vede’, scegliamo noi… La merce poi la lavoro io!”. Ci sono altri passaggi, ma francamente non ho voglia di riportarli, mi sembra già abbastanza. Tra l’altro, pare che questa sera Striscia manderà in onda il resto, quindi suppongo che Insinna abbia già prenotato un volo per Sidney.

Allora. E’ abbastanza complesso prendere una posizione sulla vicenda perché ci sono due piani distinti. Da una parte c’è il contenuto di una riunione di redazione che doveva rimanere all’interno di una redazione. Dall’altra c’è quel contenuto e basta. In entrambi i casi, qualcuno ne esce malconcio. Ne esce malconcio l’infame (sì, l’infame) che ha registrato di nascosto Insinna e ha mandato quel file non solo ad uno che non aspettava altro, ma pure a una rete concorrente, quindi tradendo sia la fiducia di un conduttore (che evidentemente parla in presenza di persone che forse non stima, ma di cui si fida) che quella di un’azienda. Insomma, io non so chi sia l’infame, ma sia ben chiaro che se pensava di buttare Insinna nel pozzo, è con l’acqua alla gola pure lui. E lo beccheranno. Si potrebbe dire che magari era vessato, era stanco di quelle accuse, di quelle urla, di quell’arroganza. Bene, tirava fuori le palle e lo diceva. Si trovava un altro programma, andava a fare l’elemosina. Qualsiasi cosa, qualsiasi gesto, qualsiasi “vaffanculo” avrebbe avuto più nobiltà di quella registrazione a tradimento. E se proprio avesse voluto mostrare quanto Insinna sia diverso da come appare (ci sta che ti salga la carogna a subire quelle sfuriate e a vederlo sempre gioviale e gentile in pubblico), avrebbe dovuto consegnare quel file a viso scoperto. Io forse in qualche modo l’avrei pure apprezzato.

Poi c’è il contenuto, quello che ha detto Insinna. Il fatto che strida con la sua immagine di bonaccione, di amicone, di conduttore amico della gente.
E’ difficile dimenticarsi del contenuto in virtù del fatto che gli sia stata fatta un’infamata. Sarebbe giusto, probabilmente, ma ormai quelle parole le abbiamo sentite e devo dire la verità, un po’ mi dispiace. Ho letto praticamente ovunque la difesa d’ufficio “Eh, tutti diciamo cose orribili, se ci registrassero finiremmo tutti come lui!”. E’ vero. O meglio, quasi vero. Se registrassero la maggior parte di noi in casa, probabilmente usciremmo più ammaccati di Insinna. Io in casa a volte faccio battute pessime, dico cose che non penso, sono volgare, sono scema, sono inopportuna. So che lo posso fare perché è un gioco o una confidenza con persone che vivono insieme a me e conoscono le vere intenzioni, il contesto, quella che sono al netto della parte scema. Fuori casa però, soprattutto in un luogo di lavoro, io francamente le cose che ha detto Insinna non le direi. Non dico che sono migliore di lui eh, dico che pur incazzandomi, pur potendo risultare antipatica o sgradevole (di sicuro a un sacco di gente), io certi limiti non li ho mai superati. E dirò di più: ho lavorato con tantissimi conduttori e solo un paio di volte ho pensato che fossero dei cafoni irrispettosi. Ad una scenata così non ho mai assistito. Il passaggio “colpiscila al basso ventre” per alludere al fatto che dovesse essere più “televisiva” e “La merce la lavoro io” quando la merce a cui fa riferimento sono delle persone che vanno lì a giocare, beh, è oggettivamente pessimo. E che non passi che è sempre così, ovunque. Esiste anche un mondo di datori di lavoro rispettosi, che magari si incazzano ma rispettano comunque le persone con cui lavorano.

Inutile girarci intorno. Insinna ne esce male. Per quello che mi riguarda, non come una brutta persona, perché non sarà questa registrazione a raccontarci chi sia veramente. Ma di sicuro come uno che nel lavoro è un cinico. Come quasi tutti, direte voi. Sì, ma degli altri non ho ascoltato le riunioni di redazione.
E qui si torna al punto di partenza. E’ lecito giudicare qualcuno per quello che dice in un luogo privato e che lì dovrebbe rimanere? No, non lo è. Il problema è che quando lo dici, è già troppo tardi. Quindi chiedo scusa a Flavio Insinna. L’ho già (un po’, solo un po’) giudicato. Non dovevo farlo, ma era appunto troppo tardi.
Non chiedo invece scusa all’infame che ha girato quel file a Ricci. Spero ti becchino e ti piazzino sotto al cavallo della Rai col cartello al collo “Sono la merda che ha passato l’audio a Striscia”. Mica per altro, la gogna e lo sputtanamento che sono toccati a Insinna, dovrebbero essere anche un po’ Affari tuoi.
p.s.
Antonio Ricci secondo me è anche sexy, l’avevo già detto?

Voi cosa ne pensate?

 

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