Laura Chiatti, nuovo attacco al direttore di DiPiù

di Ma.Ma. 1.019 views0

E’ destinata a non finire la guerra a distanza tra Laura Chiatti e il direttore di DiPiù, Sandro Meyer. Dopo la replica di lui, nella quale sostanzialmente confermava la veridicità delle foto pubblicare dal settimanale, torna all’attacco l’attrice romana che su Instagram scrive un lungo messaggio.

Sandro Mayer replica a Laura Chiatti

Signore col parrucchino , lei continua a dire che le foto sono reali, io sorrido e mi posto…. non amo denunce, o comunicati stampa… ma amo far vedere le cose per quelle che sono. Lei mi ha chiamato divetta e sostiene che io abbia bisogno di farmi pubblicità….,Questo mi fa sorridere, perché ricordi , che è lei che mi mette nel suo giornale di m…. , non io che la chiamo per rilasciare interviste. Vada a vedere il mio curriculum , perché a differenza di tante divette , non posto i miei lavori per farmi pubblicità, ma le assicuro che se si va a documentare , si renderà conto , che i miei lavori , hanno molto più valore di tutte le stronzate che lei pubblica , usando davvero persone che hanno bisogno di farsi pubblicità, perché gli artisti seri non se ‭ la calcolano neanche. In tutto questo , a me interessa molto di più che lei si renda conto , che anche se la pancia fosse stata vera , lei non ha mandato un bel messaggio… Scusi ma allora tutte le donne non in perfetta forma fisica , dovrebbero sentirsi delle merde? Lei ha una grande responsabilità a livello di comunicazione, e quello , non era un bel messaggio , ma non perché l’opinione pubblica possa pensare che io abbia la pancia, fossero questi i mali del mondo , ma perché ci sono ragazzine che si ammalano di una malattia chiamata “ anoressia “ proprio perché persone come lei, impongono prototipi di perfezione praticamente irraggiungibili, mortificando invece chi può avere meravigliosi difetti , che raccontano storie di vita, a volte belle come i parti , e purtroppo a volte anche brutte come le malattie . Si vergogni , e si occupi ogni tanto di problemi seri, che il nostro paese ne é pieno

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