La frattura tra Barbara D’Urso e Mediaset, consumatasi dopo un lunghissimo sodalizio professionale, sembra destinata a trasferirsi dalle cronache televisive alle aule di giustizia.
Nonostante non siano ancora giunte conferme ufficiali dai diretti interessati, diverse indiscrezioni suggeriscono che la conduttrice abbia deciso di intraprendere un’azione legale contro l’azienda di Cologno Monzese, segnando la fine definitiva di ogni possibilità di riconciliazione amichevole.

Perché Barbara D’Urso ha fatto causa a Mediaset?
Chi pensava insomma che ci potesse essere un dialogo pacifico a riguardo dovrà ricredersi, la situazione sembra essere alquanto seria e Barbara D’Urso non ha intenzione di ritornare sui propri passi. La ferita per essere stata cacciata da Mediaset è ancora aperta, anche perché la presentatrice la considera una forte ingiustizia. Il cuore del contenzioso risiederebbe nel fallimento di una procedura di mediazione che non ha portato ad alcun accordo tra le parti.
Secondo le ricostruzioni, non si tratterebbe soltanto di una disputa economica, ma di una questione di principio legata al trattamento ricevuto e alla tutela della propria immagine professionale. Uno degli episodi scatenanti risalirebbe a un post pubblicato nel marzo 2023 dal profilo ufficiale Qui Mediaset, contenente gravi insulti rivolti alla presentatrice. Nonostante la tesi dell’hackeraggio sostenuta dall’azienda, i legali della D’Urso considererebbero l’accaduto, insieme ad altre presunte mancanze, una palese violazione del Codice Etico aziendale.
La battaglia legale, tuttavia, si estenderebbe anche ad aspetti tecnici e di proprietà intellettuale. Barbara D’Urso rivendicherebbe infatti la maternità creativa di molti dei programmi condotti durante i suoi sedici anni di permanenza a Canale 5. Sotto la lente d’ingrandimento dei suoi avvocati ci sarebbe il mancato versamento dei diritti d’autore per i format da lei firmati, tra cui spicca Live non è la D’Urso, considerato un prodotto di sua proprietà.
Barbara D’Urso contro anche Maria De Filippi?
Infine, il ricorso toccherebbe anche le dinamiche interne alla rete, descrivendo un clima lavorativo caratterizzato da forti condizionamenti gerarchici. La conduttrice avrebbe infatti contestato l’obbligo di sottoporre preventivamente l’elenco dei propri ospiti all’approvazione delle strutture produttive facenti capo ad altre figure centrali dell’azienda, come Maria De Filippi e Silvia Toffanin. Questo sistema di controllo preventivo, percepito come una limitazione alla propria autonomia autoriale, rappresenterebbe un altro pilastro della causa legale.
Se confermato, questo scenario delineerebbe non solo una disputa sui compensi, ma una vera e propria resa dei conti sul valore professionale e sulla libertà d’azione di una delle protagoniste storiche della televisione commerciale italiana. Sta di fatto che Barbara D’Urso vuole un risarcimento importante per quanto accaduto, vedremo cosa accadrà in tribunale e chi alla fine avrà la meglio. La battaglia tra la presentatrice e Mediaset è solo all’inizio.




